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«È questa la fine del mondo? Piombati in un sonno profondo, gli uomini abbandonano Madre Natura. Dormono anche Buddha e Dharma. Perché nessuno più se ne cura. Yama, ti prego, soccorri questa terra! Uomini e donne hanno smarrito il senso del buono e del cattivo, della purezza e della malvagità».

-Masanobu Fukuoka

Spostandomi spesso ultimamente e vivendo di casa in casa ho la fortuna di conoscere sempre tanta gente diversa. Vivere molte situazioni differenti e apprendere nuove concetti. In questa mia ultima trasferta mi sono imbattuta in discorsi sul ritorno alla vita naturale, alla terra e in particolare agli ecovillaggi. Guardo fuori dall finestra e osservo i palazzoni, il traffico e la nebbia sottile che avvolge questo cielo. Ascolto, osservo e penso che vivere in un posto del genere ti porta ad un certo punto, per una necessità fisica e mentale, al voler ritornare alla vita naturale.
Penso a mio padre che mi ha sempre detto che lui non lascerebbe mai la sua terra che non vivrebbe mai in città, penso alla mia cuginetta di 10 anni che un giorno mi disse: Io voglio vivere per sempre in campagna con i miei animali. ALlora credevo che questi discorsi potevano essere fatti da gente chiusa che non sa cosa ha da offrire la grande città, l’arte, la cultura, la vita, la gente, nuove idee, nuovi spunti, tanti interessi. Guardo dalla finestra e penso che qualcosa di vero e genuino c’era nelle loro parole. E mi vien voglia di ritornare alla natura, di vivere di cose semplici e di nutrirmi dei frutti della terra.
Mi vien voglia di ricominciare da capo e di buttare quei semi che mi porto in tasca in questo mio viaggio, non sull’asfalto, ma su una terra viva.
Poi però mi spavento perché penso che potrei fare tutto, potrei vivere ovunque, potrei provare qualsiasi cosa, ma sento che il tempo passa e io giro e rigiro senza sapere veramente dove andare.

Approfittando di questi ultimi giorni in una cucina normale, ho pensato di fare questi dolcetti alla cannella che è la spezia preferita di Simona, la ragazza che mi sta ospitando a Milano.
Lei sta aggiornando il mio blog e io la tento con i miei dolci. Ho pensato di fare un ripieno al tahin, cannella e arancia, e devo dire che non è male come risultato. Se vi va provateli! Ottimi a colazione.

Ingredienti:
150gr acqua calda
20gr lievito di birra
150 latte di soia
450+100gr farina 0
110gr zucchero di canna grezzo
40gr olio di semi 10olio evo
1C di cannella
Ingredienti per il ripieno:
3-4C tahin
12arancia
5C di zucchero
3-4C di sciroppo di grano
3C di farina 0
3C di cannella
Procedimento:
Innanzitutto sciogliere il lievito in acqua tiepida e aggiungere un pizzico di zucchero. Lasciare da parte per almeno 15-20 minuti.
Poi preparare una terrina mettendo all’interno la farina, lo zucchero, la cannella e un pizzico di sale. Mescolare tutti gli ingredienti liquidi compreso l’acqua con il lievito e versare sui secchi. Impastare aggiungendo un po’ alla volta i 100gr di farina rimanenti. L’impasto deve risultare morbidissimo.
Ricoprire con un telo l’impasto e lasciarlo lievitare in forno spendo con la luce accesa per almeno due ore.
Nel frattempo preparare il ripieno, mescolando il tahin con lo zucchero, la cannella, lo sciroppo e il succo di mezza arancia. Aggiungere la farina che farà si che il ripieno non rimanga liquido e mettere da parte.
Riprendere l’impasto e con un mattarello spianarlo. Formare un rettangolo di 1 cm di spessore e tagliare delle strisce di circa 3cm di larghezza. Mettere il ripieno lungo mezza striscia e ripiegare con la parte pulita. Richiudere l’impasto cercando di non fare fuoriuscire il ripieno. (Una foto sarebbe stata utile)
Prendere la striscia ottenuta e rigirarla con le dita, tipo a formare una spirale e infine fare un nodo.
Ripetere l’operazione con ogni striscia di impasto e riporre il tutto su una teglia abbastanza larga ricoperta di carta da forno.
Rimettere in forno spento (caldo) per un’altra mezz’ora e poi cuocere a 200gradi per 20-25 minuti.
Verso fine cottura spennellare la superfice con sciroppo e acqua.
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